
Arturo Brachetti
1957 – Arturo nacque il 13 ottobre a Torino – una delle città del triangolo della magia nera come Lione e Praga. La grigia Torino degli anni ’60 favorisce la fantasia evasiva di un bambino timido e introverso.
1963/64 – Da piccolo era solito giocare con un teatrino dei burattini. Con le marionette passò tutta la sua infanzia, facendo spettacoli per sua madre e sua sorella, inventando scenografie che cambiavano grazie ad un palco girevole creato con il piatto di una torta
1970 – Suo padre lo mandò in seminario a Chieri (Torino) per farlo diventare un prete salesiano. Lì incontrò Don Silvio Mantelli (noto come il Mago Sales), un giovane prete con l’hobby della prestidigitazione ed il signor Ghietti che era l’autista dell’Ispettore ed era un “comico naturale” e appassionato di Clownerie.
Grazie a questi due amici, si fece una cultura sullo spettacolo di varietà e di magia.
1970/74 – Dai tredici ai diciassette anni, passò tutti i pomeriggi a provare, a studiare, a mettersi delle truccature e parrucche nel magazzino dove Don Silvio teneva i giochi di prestigio, i libri e l’attrezzeria teatrale. Essendo un gran timido, si camuffava per fare i giochi di magia … per esempio si trasformava in un indiano per fare la corda indiana o da cinese per fare gli anelli cinesi. Nel seminario esisteva anche il “Club del Teatro” dove Arturo mosse i suoi primi passi sulla scena recitando parecchi ruoli.
Qui imparò tutti i rudimenti dell’illusionismo ma rimase folgorato dalla biografia di Fregoli , regalatogli da Don Silvio che lesse sei o sette volte.
1972 – All’età di 15 anni, usando costumi presi in prestito dal teatro del seminario, creò il suo primo spettacolo di cambio rapido di vestiti: una strega , che bevendo un liquido diventa prima una principessa, poi un damerino in frac.
1975 – Dopo essere stato sei anni dai salesiani come novizio, capisce di non avere la vocazione religiosa e lascia il seminario. Don Silvio gli disse : “Non importa quale sia la tua vocazione, l’importante è averne una. Se la tua vocazione è quella di far sognare e di far sorridere la gente, tu segui quella …”
1977 – Ebbe l’idea di sviluppare un numero con sei trasformazioni, tre donne e tre uomini (una cantante lirica, una donnina vestita di rosa che diventava una donnina vestita di nero, un direttore del Circo e infine un uomo in frac nero che, dietro una bandiera, diventava un uomo in frac bianco) In questo numero non solo si cambiava d’abito velocemente ma era anche molto ambiguo, perché il pubblico fino alla metà pensava che l’arista fosse una donna. Siamo nel pieno periodo della rivoluzione giovanile morale degli anni ’70.
1978 – Ottobre. Al congresso magico di Saint Vincent si esibì nel pomeriggio al concorso… il suo numero creò un entusiasmo tale che gli chiesero di partecipare al Galà la sera stessa, cosa assolutamente fuori dalle regole, con Fred Kaps, Silvan e Chun Chin Fu. Vinse il Premio Bustelli il giorno dopo
1979 – Gennaio, pochi mesi dopo Saint Vincent, Vittorio Balli, l’allora Presidente del Circolo Amici della Magia di Torino, lo portò al “Magic Hands Kongress” di Böblingen organizzato da Manfred Thumm. Tra il pubblico, in quell’occasione, era presente Gerard Majax che vide il numero e lo presentò a Jean Marie Rivière, il direttore artistico del “Paradis Latin”, un nuovo Music Hall parigino che nasceva proprio quell’anno con lo scopo di proporre spettacoli di varietà fuori dalle tradizioni.
1979 – Una settimana dopo partì in treno con Alberto Sitta per andare a fare un provino al “Paradis Latin”. Il numero piacque, ma doveva essere accorciato (da 13 a 9 minuti) per essere presentato in scaletta … quindi non era pronto per lavorare come artista … fu comunque assunto come attrezzista (il che voleva dire pulire la gabbia dei conigli, dipingere le ringhiere, attaccare i manifesti, cenare con i cuochi marocchini). La sera, in ‘premio’, faceva la comparsa nello spettacolo… e per lui era una “grande” ricompensa. Il Paradis Latin viveva in quel periodo i suoi anni migliori. Era veramente un luogo folle, fuori dal tempo e assolutamente non paragonabile a nulla che si vedeva e mai più si vide a Parigi… Varietà, surrealismo, fantasia opulenta e kitch bruscamente interrotte da coreografie rock… Insomma una fucina di idee.
Alle due di notte, a teatro vuoto, provava il numero con il nuovo sottofondo musicale che durava nove minuti. Per due mesi, sei giorni alla settimana, in teatro da solo in piena notte, fece le prove con le nuove musiche.
Quando mostrò il suo nuovo numero, che era un fac-simile di quello con il quale vinse il ‘Bustelli’, solo velocizzato e accorciato, i colleghi impazzirono e la sera stessa fu inserito nello show. Al Paradis Latin lavorò per tre anni facendo sia la sua esibizione solista, che ricoprendo tutti i ruoli dei suoi colleghi quando andavano in vacanza. Fu un’esperienza incredibilmente arricchente. Il Paradis a quel tempo era una fucina di talenti, un’ icona alla moda, in luogo di tendenza, frequentato da Liza Minnelli, Silvester Stallone, Peter Sellers, Bejart…
1979 – Si esibì al Gala del sabato del Fism di Bruxelles dove presentò il suo numero, applauditissimo, con ben sette chiamate alla ribalta
1981 -Imparò il tedesco per poter presentare “Flic -Flac” un varietà poetico di André Heller, una produzione viennese che ebbe un successo trionfale in Germania. Arturo, per la prima volta è la vedette dello spettacolo.
1982 – Interpretò un importante ruolo nel film “Clementine Tango” di Caroline Roboh. La storia è ambientata nel mondo misterioso di un cabaret e Arturo (il personaggio si chiama anche Arturo) è un mago, che in questa storia ha veramente dei poteri magici e riesce a far fare quello che vuole alle persone che gli sono intorno. Il film diventa un cult e rimane in cartellone per più di un anno a Parigi
1983/84 – Dalle scene della Germania si spostò a quelle inglesi, dove presentò la sua nuova creazione, il Varietà “Y”, al Piccadilly Theatre di Londra.
Qui interpretò un personaggio diverso in ogni “tableau” (Casanova, il Sole, Dracula … ecc.). Si esibì per la prima volta, e prima di ogni altro, nel numero del volo: un Pierrot meccanico diventava un angelo, si librava sul palcoscenico, ruotava su se stesso e moriva dopo poco come una farfalla.
Per questo spettacolo ricevette la nomination per il prestigioso Swet Award 1994
1984 – Dicembre. Partecipò, alla presenza della famiglia reale inglese, al Covent Garden Christmas Gala, nell’omonimo teatro dell’Opera.
1985 – Partecipò come ospite fisso in 10 episodi dello show televisivo “Al Paradise” su Rai Uno di Michele Guardì diretto da Antonello Falqui (creò 10 numeri inediti per un totale di 50 personaggi ).
1985 – In Italia venne scelto nel cast di “Varietà”, una produzione del Teatro Stabile di Roma sotto la regia di Massimo Scaparro. Interpreti principali: Massimo Ranieri, Marisa Merlini e un corpo di ballo di 16 ballerini. Il successo dello spettacolo in tutta Italia è così inaspettato e fulminante che Arturo diventò la rivelazione dell’anno
1986 – fece una breve incursione nel mondo della lirica con “L’Histoire du Soldat” di Stravinsky diretto da Roberto De Simone;
1986 – Presentò in teatro “Amami Arturo” , un musical prodotto da Ater Teatro di cui è co-autore ( insieme a Guido Davico Bonino e Filippo Crivelli) e protagonista. In scena , oltre ad Arturo, ci sono altri attori e 8 ballerini.
La storia: un ragazzo fuggito di casa (Arturo) torna, dopo anni, dalla madre, una famosa attrice volubile ed esaurita. In questa commedia musicale, i numeri musicali erano delle metafore del dibattito tra madre e figlio. Ricordiamo la scena della scuola con la maestra che “si spoglia” della sua cultura, oppure quella dove Arturo taglia in due la madre aiutato da fantasmi e zombies, il ballo dei sette peccati capitali, il delirio della chirurgia plastica… Putroppo la testimonianza visiva di tutto questo materiale è semiperduta.
1987 – Con Giorgio Gaber e Giampiero Aloisio scrisse ed interpretò “In principio Arturo creò il cielo e la terra” .
La storia: un ragazzo solo, in un magazzino abbandonato, in preda a mania di grandezza, si crede Dio e reinventa i momenti più conosciuti della Bibbia.
1987 – Nel film “Cent Rancunes” di Caroline Roboh interpretò il ruolo dello spirito del bosco in una storia di ragazze violentate, di fantasmi e di misteriose apparizioni in una Scozia magica, tra laghi e castelli abbandonati.
1989 – Con Ugo Tognazzi recitò come antagonista nella commedia “M. Butterfly”.
La storia è vera : Gallimard un ambasciatore francese in Cina viene accusato di spionaggio e viene processato. Si scopre che per anni, nonostante una vita famigliare irreprensibile, lui aveva una relazione con un’amante cinese, primadonna dell’Opera di Pechino. Si scopre che la cinese, non solo è una spia del governo, ma è un uomo. Il francese rimane allibito per essere stato sedotto dalla donna ideale, così appunto perfetta, da non essere vera.
Tognazzi è Mr. Gallimard, Arturo è per metà commedia nei panni dell’attrice cinese, per l’altra metà il subdolo spione.
1991–1992 – In teatro fu regista e protagonista de “I Massibilli” (in cui interpretava 33 ruoli diversi).
La storia: una compagnia di sette attori sta provando una commedia di boulevard. Poiché mancano gli attori per interpretare i ruoli minori, il regista obbliga il suggeritore (Arturo) a prenderne il posto. Il suggeritore, prima con timidezza, poi con spavalderia inventa viepiù costumi e personaggi diventando il “deus ex machina”, la star dello spettacolo.
1991/92 Fu anche il co-conduttore e la star di due serie, cioè 12 puntate di “The Best Of Magic”. Prodotto per la Thames Television di Londra.
Un programma con i più grandi illusionisti del mondo, tra gli altri: Lance Burton, Jeff Mc Bride, i Pendragons, Max Maven, Rudy Coby, Vic and Fabrini, Finn John, Milo and Roger….
1992 – al Royal National Theatre di Londra fu interprete di “Square Rounds” di Tony Harrison.
La storia: in una fabbrica di munizioni nel 1917 un gruppo di 20 donne lavoratrici, un vecchio operaio e un giovane uomo tornato shockato dalla guerra dissertano sull’uso improprio delle invenzioni. Alla fine del primo tempo, l’operaio menomato (Arturo) rimasto da solo in fabbrica, rivive i ricordi della trincea: prima si trasforma nel milite in uniforme, poi con un boato il costume esplode e diventa la madre, in nero, velata, che attende con una candela accesa il ritorno del figlio…
1993 – Ritornò sulle scene italiane con M. Scattini nella commedia giallo-comica “Il Mistero dei Bastardi Assassini” di R.Thomas.
La storia: otto fratelli e sorelle di una non molto edificante famiglia si uccidono, per un’eredità, a colpi di pistola. Arturo, che interpreta tutti gli otto personaggi, non segue alla lettera il testo e si inventa delle morti assurde, spettacolari e divertenti (impiccagione, lancio di freccia, pugnale lanciato da lontano e persino una decapitazione sul sofà)
1993/1994 – In Germania, al teatro di Varietà Wintergarten di Berlino per due stagioni, fu ideatore, regista e star di due musical-varietè: “Fantasissimo” e “Thausend Nachte”.
1993 – Subito dopo da Disneyland-Paris presentò lo Special TV ” Disney Night of Magic”, prodotto e distribuito in tutte le televisioni del mondo dalla Buena Vista Production.
In questo programma Arturo era un folletto in rosso che accompagna Topolino per il parco, incontrando di volta in volta maghi e ospiti celebri. Tra i cantanti i Take That e tra i maghi I Pendragons e Blackstone Jr.
Nacque qui, per la prima volta, il numero del FAR WEST, poi cavallo di battaglia in parecchi suoi spettacoli seguenti.
1994 – Tra Natale e Capodanno 1993, Arturo inventò e mise in scena il suo famoso “Elephant Man” che presentò ai primi di gennaio 1994 al Congresso Magic Hands di Manfred Thumm. Il numero durava 5 minuti, gli applausi del pubblico commosso, 6!
1994 – Sotto la produzione dalla Compagnia della Rancia e la regia di Saverio Marconi, Arturo entrò nel mondo del grande musical italiano con “FREGOLI”, Premio Biglietto d’Oro per maggior numero di biglietti venduti nella stagione teatrale 94-95 (280.000)
La storia: alla fine dell’ anno 1899 Leopoldo Fregoli, il grande trasformista, è colpito da scarlattina. L’impresario, per non perdere il contratto con il teatro, tenta di sostituire Fregoli con Romolo, suo sosia, suo sostituto nonché suo amante. Arturo interpreta sorprendentemente entrambe i ruoli di Fregoli e di Romolo.
1994 – Si esibì nel suo primo One Man Show: “L’asino vola” al teatro Erba di Torino.
La storia: antesignano di messaggi ecologici, lo show rappresenta come il nostro consumismo ha trasformato la natura. Ad esempio il papavero è un fiore cocainomane, la lucciola un accessorio di un auto e il ragno un supereroe. Alla fine un mostro-televisore distrugge tutto.
1996 – Fu il regista del primo spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo “i Corti” , ancora oggi cult televisivo.
1997-1998 – Fu l’interprete e co-autore con Saverio Marconi di Brachetti in “Techincolor”, uno show che portava in ribalta il mondo del cinema. Arturo interpretò 40 ruoli.
La storia: in un ipotetico 2095 la cultura è appannaggio di pochi cosicché un gruppetto di terroristi decidono di penetrare nel bunker dov’è racchiusa tutta la produzione cinematografica del XX secolo per poterla divulgare. Arturo è Arthur, il replicante che deve immagazzinare i dati si di sé ma crea un miscuglio di informazioni, così nasce un divertentissimo zapping teatrale.
Lo spettacolo fu interamente registrato da Rai2 e trasmesso varie volte. Alcuni pezzi di questo spettacolo, compreso quello dedicato a Fellini, sono ancora presenti nel suo repertorio.
1997 – Fu la sensazionale rivelazione al Festival di Montreal “Just for Laughs”.
1998 – Fu il regista dello show di Raul Cremona “Metafisico e metà fa schifo”
1998 – Curò il numero che Gaetano Triggiano portò nel 2000 al Fism di Lisbona e con cui l’illusionista toscano vinse nel 1999 sia il Trofeo di San Martino di Castrozza di Binarelli che il Grand Prix del CMI.
1999 – Interpretò con successo Puck nel “Sogno di una notte di Mezza Estate” di W. Shakespeare, per la regia di Duccio Camerini.
La storia è quella classica, ma nella versione di Brachetti , il bosco della conoscenza dove si perdono i personaggi è un grande rave party di fine millennio. Puck (Arturo) appare dapprima in un televisore, poi lo sfonda ed esce volando nella stanza. In questa piece Arturo si inventò magie e trasformismi senza cambiare una riga del testo originale.
1999 – Arturo fu una delle 10 attrazioni scelte per il numero zero del programma “Le plus grand Cabaret du monde” di Patrick Sebastien, che venne ripreso nel vero Moulin Rouge di Parigi. Dopo il successo clamoroso della trasmissione, il Cabaret venne ricostruito in studio,. Negli anni seguenti, Arturo ci ritornò ben altre 4 volte!
1999 – L’ 8 Luglio al Theatre Pierre Mercure di Montreal venne messo per la prima volta in scena “L’uomo con mille volti”. Prodotto da Gilbert Rozon (direttore del festival canadese “Juste Pour Rire”) e diretto dal quebecchese Serge Denoncourt .
Questo fu il suo primo grande “One Man Show”, considerato un po’ come “il meglio di Arturo Brachetti”, dove interpretava 80 personaggi con 100 cambi d’abito. Dopo 3 mesi di ininterrotto successo a Montreal – dove vinse il premio “Olivier Award” per il migliore spettacolo leggero dell’anno in Canada, lo show viene portato a Parigi al teatro Marigny dove celebrò la prima il 20 gennaio 2000 (lo stesso giorno, esattamente 100 anni dopo la prima di Fregoli a Parigi!).
Il successo fu immediato e trionfale. Ad aprile vinse, per il miglior One Man Show dell’anno, il premio “Molière” (vinto solamente da due italiani in precedenza: Dario Fo e Vittorio Gassmann). Lo spettacolo viene trasferito prima al più grande teatro di Parigi, il Mogador (1800 posti) e poi al Casino de Paris. Battendo tutti i records venne replicato più di 800 volte e rimase in cartellone per degli anni (da Aprile 2000 a gennaio 2005). Fu visto da 600.000 francesi, interrotto solo da tournée in Canada, Belgio, Germania e Stati Uniti . In tutto il mondo, in 9 anni, viene visto da oltre 1.300.000 persone.
1999 – Fu il regista di “TEL CHI EL TELUN” di Aldo, Giovanni e Giacomo.
2000 – Brachetti fu ospite a Los Angeles per la centesima puntata della sitcom “Drew Carey Show” in diretta televisiva dagli studi della Warner Bros. Studios di Hollywood.
La storia: Arturo è un giovane che si presenta per essere assunto, non passa l’esame e quindi si trasforma in personaggi sempre più strampalati davanti agli occhi increduli di Drew Carey, la star dello show .
La puntata andò in onda 3 volte nella stessa giornata , per i tre fusi orari degli Stati Uniti e per tre volte improvvisò parti diverse.
Il giorno dopo, il programma “Access Hollywood” disse che Arturo aveva raggiunto “The pic of the day” cioè il momento più interessante della precedente giornata televisiva americana.
2001 – Curò la regia del concerto “l’infinitamente piccolo” di Angelo Branduardi
2001- Registrò negli studi della Warner Brothers 10 puntate della sitcom Nikki, con Nikki Cox (attrice statunitense famosa per ruoli in “Terminator 2” e “Baywatch”.).
Arturo interpretò la parte di Antonio, costumista stravagante di un Casinò di Las Vegas, dove si svolge tutta la storia.
2002 – Per Gaetano Triggiano curò la regia dello spettacolo “You can do magic …with I’m easy” che consulente artistico per la realizzazione di “Tablò”.
2004 – A Natale venne invitato a esibirsi all’Eliseo alla presenza del presidente Jacques Chirac ed i suoi 600 invitati.
2004 – JPR produsse una nuova versione dell’“L’uomo con mille volti”.
Arturo Brachetti e Serge Denoncourt crearono un nuovo team d’elite con Arthur Kopit, autore di Broadway, vincitore di numerosi Tony Awards.
La musica completamente originale viene scritta da Simon Carpentier (Cirque du Soleil) e da Dazmo e il lighting designers Alain Lortie (creatore luci per Peter Gabriel e Celine Dion).
La storia: il quarantenne Arturo ritorna nel solaio della sua infanzia per sbarazzarsi di tutto. Facendo ordine trova la borsetta rossa della mamma che gli parla e alla fine gli lasci un messaggio di vita: se vuoi diventare un grande , nel tuo cuore devi sempre restare piccolo.
Sandra Mondaini interpreta la voce della mamma, e la voce che resterà tale, in italiano, in tutto il mondo.
2006 – A febbraio firma la regia dell’ultimo spettacolo teatrale di Aldo, Giovanni & Giacomo “Anplagghed”. Lo stesso anno fu anche distribuito al cinema.
2006 – Fu direttore artistico di “ E’ permesso?” One man show dell’attore comico Enrico Montesano.
2006 e 2007 – Arturo Brachetti viene inserito nel Guinness dei primati come il trasformista più veloce del mondo.
2007 – Nel solo mese di Febbraio al Teatro degli Arcimboldi di Milano “L’uomo dai 1000 volti” con 70.000 biglietti venduti, vinse il record di incassi nella storia del teatro italiano, guadagnandosi il titolo di spettacolo teatrale più visto in un solo mese .
2007 – Come socio fondatore dello “Smilab”( il “laboratorio del sorriso” che ha il fine di insegnare a sorridere e, soprattutto, a saper donare un sorriso), accettò di collaborare, in qualità di direttore artistico, alla realizzazione del museo della magia e del teatro magico che aprirà presto i battenti a Cherasco.
2007 Fu il direttore artistico del musical “Peter Pan” con le musiche di Edoardo Bennato. Il musical vinse il premio per il maggior numero di biglietti venduti del 2007 in Italia.
2007 – in tutte le librerie viene pubblicato il suo libro autobiografico “Uno, Arturo,centomila” insieme al DVD dello spettacolo “L’Homme aux Milles Visages (L’uomo con mille volti) ” sottotitolato in italiano.
Altri libri editi: “Le Ombre Cinesi” e la riedizione di “Fregoli raccontato da Fregoli”
2008 – Partecipò come presidente della giuria alla trasmissione televisiva “Fantasia”, andata in onda per tre puntate a partire dal 19 settembre.
2008 – Scrisse, mise in scena, disegnò scene e costumi dello spettacolo “Gran Varietà Brachetti”. Oltre a lui in scena c’erano un corpo di ballo di ballerine e ballerini, una trapezista, due uomini forzuti ex Cirque du Soleil, due signore inglesi extralarge che ballavano il tip-tap, per un totale di 23 artisti.
Il progetto nacque per realizzare un sogno nel cassetto di Arturo, la creazione per l’Italia di un varietà che reinventasse il genere e di portarlo in scena con altri.
La storia: in un teatro abbandonato, un gruppo di turisti rimangono intrappolati da una voce misteriosa che chiude tutte le uscite. Per guadagnarsi la liberta devono esibirsi ciascuno in una prova. Alla fine si scopre che il “fantasma” è Arturo, il capogita che, grazie a questo espediente è riuscito a realizzare i sogni di ognuno.
2008 – Curò la direzione artistica del Congresso Magico di Saint-Vincent 2008 –
2008 – Nello spettacolo di Criss Angel “Believe”, in cartellone a Las Vegas, fu consulente artistico per quanto riguarda i costumi.
2009 – Gennaio lo vide impegnato nel più prestigioso teatro di Shanghai con “L’uomo dai 1000 volti”, per la prima volta davanti al pubblico cinese
2009 – Ottobre. Arturo, dopo anni di lavoro, presenta il suo nuovo spettacolo “Change” – scritto e diretto da Sean Foley – al Garrick Theatre di Londra. Questo nuovo One Man Show è una versione ancora riveduta dell’Uomo dai 1000 volti.
La storia: Arturo Brachetti è un ottantenne artista di Varietà che racconta alla platea di Londra la sua vita prima di compiere la “trasfomazione finale” In questa metafora del vecchio che passa a nuova vita spirituale il vecchio Arturo è accompagnato dalla visione di sè stesso giovane, con cui dialoga per tutto lo show. Inutile dire che Arturo ricopre entrambi I ruoli, oltre alle solite 80 trasformazioni dei “numeri”.
Curiosità:
In un magazzino possiede tutto il suo repertorio , circa 350 costumi, cappelli, parrucche e attrezzeria magica.
Ha imparato i segreti sulle ombre cinesi lavorando con Prasanna Rao, un artista di ombre cinesi indiano allora ottantenne che fu il più il più grande ombromane nel mondo.
Brachetti in tournée con il One Man Show si sposta con 3 TIR e 18 assistenti.
E’ stato anche protagonista di diversi fumetti: in Cattivik con i disegni di Silver e anche in Topolino, come Arthur Bracchetto in una storia con Paperino e Paperinik.
Jeffrey Deaver , autore di libri gialli bestsellers, lo ha citato a pagina 84 del suo libro L’UOMO SCOMPARSO come il più grande trasformista del mondo.
Arturo abita a Torino, città magica per eccellenza, in una costruzione che era parte del Palazzo Reale, a pochi metri dalla Sindone. Arturo si vanta di aver creato una casa “magica”, con tanto di passagi segreti, stanze introvabili, muri che si spostano, acqua luminosa e altre numerose curiosità. La casa è stata fotografata da Oggi, La Stampa e altri magazines di architettura.
